
di Anna Folli
New York, estate e autunno del 2001. Artie e Johanna Rubin sono due sessantenni ebrei benestanti che vivono nell’Upper West Side: lui è uno scrittore e illustratore affascinato dai miti classici e dalla religione. Lei è un’agente di borsa che ama la poesia di Auden, i romanzi di Willa Cather e l’ultimo movimento della sinfonia Waldestein di Beethoven. I Rubin sono una coppia felice: dopo tanti anni di matrimonio, tra di loro c’è ancora tenerezza, complicità, desiderio, piacere di condividere le loro giornate. Con l’età che avanza, arrivano anche i primi acciacchi e, attorno a loro, qualche amico se ne va per sempre. Ma il tempo porta anche nuove gioie: i programmi per festeggiare i quarant’anni di matrimonio e soprattutto l’annuncio che l’adorata figlia Leslie sta per renderli nonni.
D’improvviso, due avvenimenti sconvolgono la vita di Artie e Johanna: l’uno è destinato a cambiare la storia degli Stati Uniti, l’altro a colpire inesorabilmente la loro coppia. Negli stessi giorni in cui si consuma la tragedia delle Twin Towers, Johanna è colpita da un infarto devastante. Le loro vicende private e i grandi avvenimenti destinati a cambiare la vita di milioni di persone si intrecciano.
L’11 settembre non è il protagonista del romanzo Rallegrati di queste cose al crepuscolo, ma è lo snodo attorno al quale si addensano storie private e collettive. C’è un personaggio che soccombe nel rogo, un altro che rimane ferito nell’anima e si sente colpevole di essere sopravvissuto. Artie si avvicina a Dio, ne fa il suo confidente, sperando che questo possa servire a salvare la moglie. Ma la conclusione, anche se in qualche modo liberatoria, non è quella sperata.
Hugh Nissenson, scrittore americano molto amato nel suo paese ma in Italia quasi sconosciuto, ritrae in chiaroscuro l’avvincente ritratto di una classe e di una generazione al tramonto. Con la sua scrittura nitida mescola pensieri, conversazioni, scambi di e-mail e pagine di diario in cui Artie confessa la sua crescente ansia religiosa. Nissenson parla di morte, ma soprattutto d’amore. Un amore senile, così intenso e straziante da illuminare di sé ogni pagina di questo bellissimo romanzo.
Anna Folli, «Gazzetta di Parma», 17 dicembre 2009



