L’imbattibile Walzer sulla Gazzetta

di Gabriella Greison

Una scrittura strepitosa, da lasciare senza fiato. Più avanzano le righe, più sfogli le pagine, e più vuoi capire, vuoi fare tuo, vuoi studiare il suo segreto, le sue intuizioni, il suo guizzo. Perché questo non è solo un romanzo, scritto bene, ritmo veloce, battute incalzanti, colpi di scena di grande effetto, ma è anche un gran libro di sport. È uscito in Italia solo due settimane fa, dopo una traduzione lunga un anno, minuziosa, che ha tenuto conto dei dettagli originali: perché il segreto sta, molto, in questo. Come ha scritto Safran Foer: «ne L’imbattibile Walzer, Howard Jacobson ha fatto del ping pong, quello che Philip Roth ha fatto della masturbazione nel Lamento di Portnoy».
Il ping pong, quindi. Ma inserito nella Manchester degli anni Cinquanta. Questa è la storia di Oliver Walzer, il campione. Il più forte di tutti, il numero uno, l’imbattibile. Già da quando si allenava, nella sua stanzetta, con una racchetta fatta con un libro. Ed è anche una metafora, tra questo sport e la vita. Come lo sono stati gli scacchi per Nabokov, ne La difesa di Luzin. L’autore, però, è inglese, e ha origini ebree: infatti, l’intercalare, e alcune parole, sono lasciate non tradotte, per rendere ancora più naturale la narrazione. «Un giorno, a undici anni, mi portai a casa una piccola pallina da ping pong, che avevo visto affiorare sulla superficie del laghetto di Heaton Park e cominciai a farla rimbalzare sulla parete in soggiorno». Quello che abbaglia, è la comicità feroce, l’umorismo tagliente, le battute al vetriolo, di cui il protagonista è capace. Fin dalle prime pagine, quando Oliver è ancora un bambino, e vive chiuso in casa: più in bagno che in salotto.
Lo sport, il ping pong, serve al protagonista per trovare un posto nel mondo, per farlo uscire di casa, per fargli intravedere una speranza di vita diversa, da quella che – altrimenti – gli propone la famiglia. Il suo imbattibile talento lo portano all’iniziazione alla vita, alla mondanità, al sesso, agli amici. Ha vinto pure un sacco di premi, questo libro. Premio Wodehouse per il libro comico; premio Jewish Qarterly Wingate; ed è stato tra i favoriti al Man Booker Prize. «The Times» ha commentato: «ogni singola frase, ogni episodio, e l’atmosfera di questo romanzo è davvero imbattibile». Mentre «The Observer», ha scritto: «
L’imbattibile Walzer è uno di quei libri che ti cambia la vita». Tutto sottoscrivibile. Tutto molto bello.

Gabriella Greison, versione online de «La Gazzetta dello Sport», 1 dicembre 2009

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  1. L’imbattibile Walzer | edizioni cargo dice:

    [...] Gabriella Greison, versione online de «La Gazzetta dello Sport», 1 dicembre 2009 Un grande libro, ambientato nella Manchester degli anni Cinquanta, che trasforma il ping pong in una metafora della vita: con una scrittura strepitosa, da lasciare senza fiato. [...]

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