Yoram Kaniuk
Traduzione di Dalia Padoa
Scappare, fuggire, farsi una nuova vita. Eclissarsi come un’ombra. Un piano perfetto in ogni dettaglio per fingersi morta. E assistere al proprio funerale. Una storia straordinaria sulla ricerca dell’identità individuale e collettiva.
L’ultimo grande romanzo di Yoram Kaniuk.
«“Ti hanno annegato perché tu hai annegato altri e la fine di coloro che ti hanno sommerso è di essere a loro volta sommersi”. Così disse il vecchio Hillel al teschio che vide trascinato dalla corrente. Perché un teschio senza corpo che galleggia nell’acqua dovrebbe essere maledetto? Cominciai a infatuarmi di un piano che inizialmente rimase un’idea astratta, poi lo intessei come un dolce incubo, nato direttamente dalle mie viscere. Non ho idea di come mi sia venuto in mente. Ciò che in seguito avrebbe causato tanta incredulità e sofferenza, ciò per cui persone buone e innocenti avrebbero pagato un prezzo così alto, ebbe inizio da un povero teschio che galleggiava nel fiume centinaia di anni fa».
Scritto come un thriller, l’ultimo romanzo di Yoram Kaniuk, vibrante, selvaggio e grottesco, racconta per la prima volta attraverso uno sguardo femminile la ricerca di un’identità che è anche bisogno d’amore, di “casa”, di patria.
Biblioteca di Cargo
192 pp.
15,00 euro
978-88-6005-021-2
L’ultimo romanzo di Kaniuk che vale assolutamente la pena di leggere.
Fulvio Panzeri, «Avvenire»
È una storia narrata come un testamento, un giallo e un romanzo di formazione dove la protagonista distrugge per ritrovarsi.
Alessia Gallione, «D-la Repubblica delle Donne»
Kaniuk è uno dei più originali e brillanti scrittori occidentali.
«The New York Times»
Kaniuk deve essere considerato uno dei più grandi autori della nostra epoca.
«Le Monde»




