David Ely
Traduzione di Francesco Francis
Una società impersonale, un mondo conformista dove la solitudine è un valore e il contatto fisico un atto di sovversiva ribellione. Un racconto forte e di feroce amarezza che ricorda l’inquietante immaginario di Orwell e la narrativa apocalittica di Ballard.
Nella futuristica e sardonica fiaba di Ely, i robot da attacco funzionano come cani da guardia per un governo in stile Grande Fratello, gli uomini sono creati in provette e le famiglie sono una realtà appartenente al passato. La maggior parte delle persone non fa sesso come intendiamo noi, ma ne fa “esperienza” in appositi macchinari chiamati stimulator. Quelli che si riproducono alla vecchia maniera sono “gli esclusi”, condannati a vivere nelle colonie della giungla e delle riserve.
In questa società altamente impersonale e ultraconformista, William Fowke, ingegnere di Baltimora, viene subito bollato come un piantagrane quando fa presente ai superiori l’esistenza di una falla nella Barriera, massiccia diga che tiene a freno l’Atlantico, permettendo a milioni di americani di abitare il litorale orientale artificialmente esteso. Per questa iniziativa, Fowke è imprigionato, e poi trasportato in una “colonia” del Kansas.
La sua fuga verso Washington e il suo rapporto con Julia, la glaciale agente che lo deve arrestare e che forse lo ama, occupano la seconda parte della storia.
In questa parabola di agghiacciante forza e penetrante bellezza, Ely bilancia l’impersonalità di personaggi emotivamente bloccati e simili a robot con scene drammatiche e da black comedy.
«Publisher’s Weekly»
Biblioteca di Cargo
272 pp.
18,50 euro
978-88-6005-029-8
David Ely ha uno straordinario talento per il più difficile di tutti i generi letterari e riveste un posto di primo piano tra i principali scrittori della letteratura americana contemporanea.
Anthony Burgess
È un piacere imbattersi in un vero nuovo talento.
Eric Ambler
La prosa di Ely continuerà a perseguitare le mie notti e i miei giorni per anni.
Ralph Ellison
Christian Frascella, «tuttoLibri», 20 marzo 2010
L’anno dell’inondazione è un ottimo esempio di narrativa alta mascherata dai tessuti del genere.
Valerio Evangelisti, Carmillaonline, 31 marzo 2010
Uno dei più straordinari romanzi di fantascienza che io abbia mai letto




